Parrocchia di S.M.Maggiore
feriale 8.30 19.00
festive 7- 8.30-10-11.15 18.00
festiva 12.30 (in Inglese)
prefestiva 18.00

Parrocchia di Cristo Risorto
feriali 8.30
giovedì 19.00
prefestiva 18.00
festivo 8.30-10.00-11.15 18.00

Santuario Perpetuo Soccorso
feriale 6.30 - 7.30 - 9.00 19.00
prefestiva 19.00
festive 6.30-8.30-10.00-11.30 19.00

Parr. di S.G.Battista
feriale 8.00
prefestiva 19.00
festive 8.00-10.30

Chiesa di San Rocco

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sabato 16.30

Cappella Ospedale
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L’appetito vien mangiando! Proprio così: cominci a leggere e non smetti, perché sei avvinto e ciò che leggi ti sazia senza appesantirti. E se la lettura riguarda la Parola di Dio, la voglia cresce ancor di più perché si accende una luce speciale che illumina la vita presente e rischiara la prospettiva del futuro. Senza contare il calore che accende il cuore.M’è successo questo, durante il cammino di Avvento, mentre accompagnavo tanta gente affamata di Parola nella scoperta del patriarca Abramo e del suo progressivo e travolgente avvicinarsi alla fede nel “nuovo” Dio, visto che gli si stava rivelando pian piano e sempre più pienamente. Un vero “padre della fede” il nostro Abramo.
L’appetito vien mangiando, vi dicevo e, curiosità della lettura, incappi anche nella sete: sete spirituale, ma anche reale di un bisogno d’acqua, essenziale e necessaria per vivere. Quante vicende bibliche si svolgono in uno scenario di asprezza e di aridità della terra dovuta alla mancanza d’acqua: “Terra deserta, arida, senz’acqua” è spesso la zona stepposa e semidesertica della Palestina.
Là, acqua e vita hanno un legame strettissimo. I luoghi di incontro sono dunque i pozzi, perché il viaggio ha bisogno di soste per rifocillarsi.
Là, le donne andavano per fare provvista per il fabbisogno della casa.
Là, gli incontri potevano essere fugaci, ma potevano anche decidere il futuro. Come per Rebecca, la futura sposa di Isacco. Allora, avveniva spesso che il padre, previdente e provvidente, pensasse al futuro del figlio. Anche Abramo non sfuggiva a questa logica: mandò un suo servo a cercare una sposa per il suo Isacco, ormai in età di accasarsi.
Al pozzo di Aram, il servo incontra una giovane che gli offre da bere dalla sua anfora e poi dà da bere anche ai suoi dieci cammelli inginocchiati. Chi legge il racconto rimane colpito dai particolari e dai dettagli: un narratore con i fiocchi ci fa rivivere quell’episodio centrale per quei patriarchi della fede e quindi, per tutto il popolo che si stava costituendo. “ <<Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora>>. Rispose: <<Bevi, mio signore>>. In fretta calò l’anfora sul braccio e lo fece bere. (…) <<Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché non avranno finito di bere>>. In fretta vuotò l’anfora nell’abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo …”.  (Gen 24)
La giovane entra nella storia della Bibbia senza alcun merito particolare, ma solo per la sua attenzione, per la grande generosità e per la “fretta” di rendersi disponibile a rispondere a un bisogno primario come la sete.
Dammi da bere, ho sete” è in fin dei conti il grido di tanta umanità. Anche Gesù un giorno l’ha fatto suo e l’ha espresso alla Samaritana.
L’acqua è uguale per tutti. La sete è uguale per tutti. E tutti hanno un diritto sacrosanto di soddisfarla. Dissetarsi è un diritto!
Credo, però, che non ci sia niente di più ambiguo che l’acqua e la sete: chi lo dice a chi muore di sete che c’è gente che, in certe parti del mondo, l’acqua la spreca e la inquina? E chi lo dice a chi apre il rubinetto che “magicamente” fa scorrere acqua, che c’è chi ancora fa chilometri con il peso di grosse taniche sulla testa per poter cucinare, dissetarsi, lavarsi?
Non c’è nulla più dell’acqua e della sete che ci mette dinnanzi con crudezza una vergogna e un’ingiustizia del nostro tempo.
Qualcuno già ci allerta: state attenti, perché le prossime guerre si faranno proprio per garantirsi questo prezioso e necessario e insostituibile liquido. Altroché “oro nero”. Ban Ki Moon, l’allora segretario dell’ONU, non cessava di allertare: “La sete miete più vittime di tutte le forme di violenza, comprese le guerre”.
Non mi addentro nella triste litania che recita la storia di sprechi, di crescita insostenibile dei consumi, di inquinamenti, di innalzamento della temperatura  che provoca cambiamenti climatici …
Mi limito a ricordare il canto del poverello di Assisi, Francesco, che chiamava “sora aqua” e la cantava come “molto utile, umile, pretiosa et casta”. Quand’è così e quand’essa è accolta e diventa sorella, ci facciamo complici di una rivoluzione nel modo di considerarla.
Innanzitutto non possiamo più mantenere la concezione ingenua che, essendo l’acqua un dono di Dio, mai verrà a mancare! Ma anche, allo stesso tempo, non possiamo accettare la tendenza materialistica e utilitarista che concepisce l’acqua come un bene economico scarso e, per questo, caro e dunque da privatizzare e distribuire a caro prezzo!
Invece, l’acqua dev’essere vista come un bene destinato alla vita di ogni essere umano (e di ogni essere vivente!) e per questo un diritto naturale inalienabile. 
Cosa aspettiamo a svegliare una coscienza personale e collettiva della responsabilità che compete a tutti di non sperperare? In tal senso, credo che tutti dovremmo fare un pensierino speciale e prendere il coraggio a quattro mani anche per cambiare un modello economico che non sia uno sfruttamento delle risorse naturali superiore alla loro capacità di rigenerazione. Utopia? Sogno? Forse! Comincio io, comincia tu! Cominciamo insieme…
Perché altrimenti: “Questa economia uccide” (Papa Francesco).
Avevo sete e mi avete dato da bere” recita il Vangelo! Ed è diventata un’opera di misericordia, da sempre  imparata nei catechismi e da tanti vissuta nella quotidianità. E’ sempre più attuale ed urgente. Oggi, quell’opera di misericordia diventa anche un’azione di giustizia.
Riascoltarla dalla Buona Notizia di Gesù e ridircela all’inizio dell’anno diventa un impegno sollecito e fattivo, quasi un mattone del basamento del nostro desiderio di costruzione della pace.

Buon 2019, Bussolengo!
Con tanta sete di giustizia e di fraternità da soddisfare.

 

 

 

Catechesi
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