Parrocchia di S.M.Maggiore
feriale 8.30 19.00
festive 7- 8.30-10-11.15 19.00
festiva 12.30 (in Inglese)
prefestiva 19.00

Parrocchia di Cristo Risorto
feriali 8.30
mar.-ven. 19.00
prefestiva 19.00
festive 8.30-10.00-11.15 19.00

Santuario Perpetuo Soccorso
feriale 6.30 - 7.30 - 9.00 19.30
prefestiva 19.00
festive 6.30-8.30-10.00-11.30 19.00

Parr. di S.G.Battista
feriale 8.00
prefestiva 19.00
festive 8.00-10.30

Chiesa di San Rocco

Chiesa di S.Valentino

Chiesa di San Salvar

Centro Anziani IPAB
sabato 16.30

Cappella Ospedale
Domenica e festività 9.30

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arissimi genitorivi abbraccio di cuore!
Al termine di un anno di cammino vissuto insieme ai vostri figli e a voi, voglio raggiungervi per esprimervi affetto e riconoscenza! 
Sono certo, infatti, che avete fatto e state continuando a fare tutto il bene possibile per la vostra famiglia e per la società in cui siete inseriti.
Sì, parlo di “bene possibile”! Mi colpisce sempre la frase che ho riportato là sopra: è di San Paolo ed è sapiente per il sano realismo e per come ci invita ad avere i piedi per terra e pochi grilli per la testa.
Anche la vostra famiglia certamente non è ideale e voi stessi siete impastati di quotidianità e normalità: abitate in un mondo complesso e qui vivete i vostri trentacinque-cinquant’anni, sempre di corsa nei vostri molteplici impegni di padri e madri, di mariti e mogli, pieni di interessi che volete coltivare e che spesso dovete soffocare perché fate i conti con figli che vi assillano con richieste sempre nuove, e magari da genitori che cominciano a invecchiare e che dovete assistere.
Vi vedo in giro per il paese, in chiesa, al centro sociale, ai campi sportivi, mentre “scaricate” i ragazzi nelle palestre.
Vi ascolto, quando il tormento di andare da una parte all’altra come taxisti ve lo permette: tra una Citella e un catechismo, tra un impianto sportivo e una danza ce la fate anche a scambiare due parole.
Non vi conosco tutti né sono riuscito a entrare in confidenza come vorrei, ma siatene certi: mi state a cuore!
Per tanti sono solo “il prete”, sconosciuto se non addirittura un marziano per molti. Magari qualcuno si sente anche a disagio perché si sente additato o giudicato; giudicare è un mestiere che non mi si addice! Vedo tante situazioni anche di crisi o di fallimenti, so di realtà di convivenze o di seconde unioni, colgo il poco tempo che avete per voi stessi e gli impegni che siete chiamati ad onorare, percepisco sofferenze e speranze che vi accompagnano …
Tutto questo è motivo di attenzione da parte mia, di ascolto sincero e di ripetuta decisione di mettermi nei vostri panni e dalla vostra parte.
Vi confesso un certo qual senso di colpa per aver una vita meno frenetica e più organizzata.
Anche per ciò che concerne la fede, vi colgo in un momento di transizione.
È bello quando vi avvicinate per chiedere dei riti religiosi. Di solito lo fate per i vostri figli…
Vi ascolto con attenzione e affetto… Desidererei qualcosa di più a volte: vorrei ci fosse più coinvolgimento da parte vostra, vorrei che, mentre chiedete il battesimo o la cresima o la prima comunione per il vostro giovanotto, ci fosse più vissuto di fede. A volte mi rendo conto che è ancora l’onda lunga del cristianesimo sociologico che vi spinge a riva e vi fa approdare a chiedere di celebrare il sacramento… Ma poi penso che certa indifferenza o addirittura freddezza è più rivolta a un’immagine di chiesa costruita nel tempo e per esperienze vissute, più che a un Dio che in certi momenti riuscite a sentire e a scoprire come Amico e Compagno di viaggio.
Le prossime generazioni avranno ancora il coraggio di chiedere i sacramenti?
A volte mi viene qualche serio dubbio!
Intanto voi li state ancora chiedendo, perché ritenete che sia un bene per i vostri figli, forse perché ritenete che i valori che il cristianesimo propone siano positivi o, quanto meno, male non facciano.
E sembra che loro, i ragazzi, questo lo colgono: il percorso lo fanno e addirittura manifestano una bella disponibilità a partecipare ad alcune iniziative parrocchiali e di campi scuola e di grest estivi in cui il tessuto relazionale fa da collante e da movente. Disertano invece la Messa domenicale.
E quando terminano i cammini vari che li portano fino alla cresima, disertano pian piano anche il resto.
A cosa serve, allora, tutto lo sforzo educativo?
La domanda assale anche me e come una mareggiata a volte rischia di annegarmi. Quando la marea dell’angoscia si abbassa e riesco a respirare, si fa luce anche qualche interrogativo più sano: “Come se ne vanno i nostri ragazzi? Si portano dietro e dentro un messaggio rispetto alla fede e a Dio?
È a questo punto, cari genitori, che penso anche a voi, insieme ad altri adulti che durante il loro cammino queste giovani generazioni hanno incontrato: loro se ne vanno, ma si portano dentro dei “grandi” che hanno parlato loro di fede?
Hanno trovato adulti arricchiti dalla Parola di Dio e che hanno condiviso un’esperienza di comunità?
C’è speranza, per loro e per noi, se i nostri ragazzi hanno vissuto un’esperienza di comunità accogliente che ha messo nelle loro mani il patrimonio di una fede non ridotta a semplice morale di comportamenti vuoti o unicamente fatta di riti slegati dalla vita.
E quando parlo di speranza non intendo: speranza che ritornino in chiesa, ma intendo molto di più… è la speranza che vivano, vivano bene e costruiscano un mondo per tutti, dove il male non l’ha vinta perché non è un mondo di odio e violenza in cui vige la legge del più forte, fatto solo di diritti e di sopraffazione, e dove uno vale nella misura del consumo che fa.
I nostri ragazzi, in fin dei conti, hanno messo nel loro bagaglio molte risorse!
La vita li aiuterà a estrarle nuovamente e a farne tesoro.
Anche voi, cari genitori, avete contribuito a riempire il loro zaino, forse senza saperlo, forse controvoglia.
E forse senza saperlo avete fatto la stessa azione con voi: avete tirato fuori risorse che pensavate inesistenti. Ma avete anche, forse inconsciamente, rimesso nella stessa saccoccia altre risorse per voi: la vita con i suoi infiniti momenti e le continue provocazioni vi ha portato a tante soglie umane e di fede e vi ha sfidato, magari proprio nell’esperienza dell’amore coniugale o genitoriale, magari nel momento del lutto o della fragilità, magari nella malattia o per la perdita del lavoro, magari nell’esperienza stessa del fallimento dell’amore…
Non fermatevi! Anzi sorprendetevi e sorprendete anche chi vi sta accanto, non da ultimi i vostri figli: a chi non si aspetta più niente e dà tutto per scontato, non da ultima una fede imposta e a discorsi moralistici, proponete uno stile fatto di relazioni buone connotate da un’accoglienza incondizionata di tutti, in un clima di ascolto e rispetto. Magari, così facendo, scoprirete anche un Dio “presente, anche se non lo sapevamo” e che non condiziona il suo amore a delle prestazioni morali, ma non chiede nulla… solo dà, dà tutto in abbondanza.
Papa Francesco ha tradotto tutto ciò con una frase, ha scritto e ha trasmesso a tutti con la sua ormai consueta semplicità: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”.
Cari genitori, anche Dio è esperto nel generare e non vi lascia soli nel vostro compito, arduo a volte, ma bello e insostituibile.

Buon cammino! Buona estate! 





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PADRI ROGAZIONISTI
di Napoli


 
Aggiornamenti

20-08-2017: aggiornato "omelie"

20-08-2017: aggiornato "calendario"

13-08-2017: aggiornato "Liturgia della parola"
 
12-08-2017: pubblicato
"Giornalino del GREST"

09-07-2017: inserito ultimo numero di "Come il pane"

06-07-2017: pubblicato filmato IV serata de "I martedì di S. Salvar"

25-06-2017: pubblicato report fotografico del viaggio in Terra Santa del marzo 2017

07-06-2017: pubblicato OdG del prossimo "Consiglio Pastorale"

03-06-2017: spostato pagine "Catechesi", e "SS. Quarantore" in "archivio"

05-02-2017: inserito filmati Concerti di Natale 2015 e 2016 del Coro Girasole

15-12-2016: celebrazione nel quarto anniversario della morte di don Fabiano