Parrocchia di S.M.Maggiore
feriale 8.30 19.00
festive 7- 8.30-10-11.15 19.00
festiva 12.30 (in Inglese)
prefestiva 19.00

Parrocchia di Cristo Risorto
feriali 8.30
giovedì 19.00
prefestiva 19.00
festive 8.30-10.00-11.15 19.00

Santuario Perpetuo Soccorso
feriale 6.30 - 7.30 - 9.00 19.30
prefestiva 19.00
festive 6.30-8.30-10.00-11.30 19.00

Parr. di S.G.Battista
feriale 8.00
prefestiva 19.00
festive 8.00-10.30

Chiesa di San Rocco

Chiesa di S.Valentino

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Centro Anziani IPAB
sabato 16.30

Cappella Ospedale
Domenica e festività 9.30

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rmai ci siamo! Prima o poi un po’ di vacanza: cominciano gli studenti e poi, a ruota, adulti, genitori, lavoratori in genere. Tutti possono guadagnare meritati riposi e desiderate ferie. Una meta guardata prima da lontano, bramata da tanti mesi, ormai vicina e poi raggiunta. Finalmente!
Buona vacanza allora! Mi vien da dire che è anch’essa un tesoro prezioso e anche una responsabilità da non disperdere, perché non divenga un buco nero, vuoto e insignificante.
Viene in mente un momento della vita di Gesù e dei suoi discepoli: certamente li ha visti stanchi e senza forze ormai quando li ha invitati: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po”. Parole semplici, ma attente e cariche di sensibilità.
Abbiamo bisogno di un po’ di tempo di cui poter disporre in modo nuovo!
Addirittura, può essere sorprendente per qualcuno avere un tempo per se stessi, per rivedere il proprio animo, per rimettere ordine e ripensare alla propria vita e alle scelte che si stanno facendo. Sorprendente e strano perché la concitazione del momento, il lavoro logorante, la professione, la vita familiare, tanti obblighi quotidiani, certe relazioni a volte snervanti, un po’ di ansia di prestazione e diverse urgenze hanno concorso ad annebbiarsi la visione e il senso delle cose che facciamo, e il senso della vita che viviamo.
Proprio così: certe cose anche grandi e importanti si sono offuscate quando il profitto e certi carrierismi hanno preso il sopravvento. E quanti valori conclamati teoricamente, si sono poi miseramente persi concretamente, perché soffocati da interessi immediati, dalla ricerca di un benessere che è stato confuso con un ben-avere. Chi non è diventato ormai un po’ schiavo di talune mentalità, che proiettiamo volentieri sugli altri, ma che, onestamente, vediamo che anche su di noi hanno fatto presa?
Mi piace allora vedere il tempo delle ferie-vacanze come un tempo per fare verità, e per riprenderci ciò che dà valore alla nostra e altrui esistenza, che avevamo dimenticato o smarrito. Tempo di verità e di cambiamento se con coraggio, diamo un’occhiata alla nostra vita alla luce del Vangelo. Il termine “coraggio” non l’ho usato a caso, né m’è sfuggito. E’ il contrario di tanti timori che ci ingabbiano e di paure che ci rendono schiavi: se non ci liberiamo, infatti, da certi modi di pensare comune e standardizzato, rimaniamo sottomessi e incapaci di fare un salto di qualità.
Quanti ritengono che vacanza e ferie sono riposo assoluto da una parte e divertimento sfrenato dall’altra. E se provassimo a pensare diversamente?
Chi l’ha detto che riposo è dover mettere a dormire la testa o il cuore o lo spirito o la coscienza perché solo così si può godere e trovare soddisfazioni e togliersi tanti capricci e lascarci andare in diversioni di ogni genere? Dove sta scritto che per essere veramente in vacanza bisogna cadere nell’onda comune che ti sbatte tra un ozio e uno svago, che servono solo a svuotarti dentro e a non pensare a nulla, per passare giorni senza uno scopo e col solo intento di metterti dinanzi a idoli da adorare e ad allontanarti dalle bellezze che Dio offre alle sue creature?
Vinta la superficialità, la vacanza può diventare tempo buono e bello. Quanti di noi si compiangono del poco tempo e delle corse durante l’anno! Se non riusciamo quasi mai a pensare a noi stessi, perché non dedicarci più opportunità per ascoltare le nostre segrete cose, i nostri desideri, coltivare i sogni più reconditi e luminosi che certamente conserviamo nei nostri cuori?
Se durante i mesi invernali e nei giorni di lavoro stressante ci è quasi impossibile interessarci degli altri come certamente vorremmo, perché non destiniamo la vacanza per dedicarci a chi sta peggio di noi e soffre? Chi ci impedisce di visitare persone, parenti, anziani, ammalati? Che cosa si frappone tra noi e il nostro desiderio di coltivare amicizie e aprirci a chi soffre pesanti momenti di solitudine? E perché non visitare alla casa di riposo quell’anziano che eri sempre solito salutare nel cortile del condominio e che improvvisamente è scomparso perché portato in una casa di cura?
E poi ancora: se ci giustifichiamo tutti i giorni dell’anno e ci scusiamo con noi stessi perché abbiamo poco tempo per pregare, perché non lasciarci abbracciare dai ritmi allentati e metterci a tu per tu con il Dio della vita e dell’amore? Se poi la preghiera entra più in profondità con te stesso e ti porta sempre più verso il mistero cristiano, magari ti concedi anche più tempo per aprire qualche pagina del Vangelo e ascoltarne la bellezza e le esigenze. Forse ti verrà voglia di non fermarti a nostalgici ricordi del passato e a sterili nozioni di catechismo, e comincerai a cogliere la necessità di leggere qualche buon libro, e approfondire la tua fede.
E perché no? Questo ti introdurrà nel tuo cammino esistenziale che procede con qualche strumento in più e una fede sempre piccola, ma concreta e addirittura capace di trasportare le montagne!
A questo punto, ritorno ancora allo stile di Gesù. Il suo esempio ci può ancora illuminare e trovare un senso profondo anche per la nostra vacanza. Ricordate gli intervalli che spesso si concedeva? Durante la notte, ma certamente anche durante le camminate per le strade della Palestina o attraverso i filari di viti o mentre era sulla barca… il silenzio era l’anima della sua umanità e gli permetteva di percepire le voci più profonde, significative e decisive della storia che viveva, delle persone che incontrava, dell’universo di cui era parte, del Dio che incarnava. Chi impara il silenzio, coglie una parte importante del Maestro. Chi lo vive testimonia un’esperienza essenziale.
Che non sia proprio il silenzio (bene rarissimo ai nostri giorni, forse perché fa paura! Tanto che incute soggezione chi lo possiede e lo vive) che può permettere di aprire e leggere il grande libro del creato? Lui, il Maestro e Signore del silenzio, poteva cantare e indicare con semplicità: “Guardate gli uccelli del cielo! Osservate i gigli del campo!”
E’ ancora con la stessa semplicità che raccogliamo il suo invito: possiamo così comprendere come vivere la vacanza. L’invito è a guardare perché le cose create cadono sotto i nostri occhi, che purtroppo si son persi l’abitudine di farlo. Dov’è lo stupore e la meraviglia del bambino che sgrana gli occhi e rimane a bocca aperta? Dov’è la tua capacità di ammirare e trovare la traccia dell’amore di Dio? Una traccia nel creato, dico! Non una somma di banalità, ma una fessura dell’Eterno e un invito a goderlo e a farlo godere.
“Che bello” dice il bambino, volgendo lo sguardo verso la mamma e indicando il cielo e le stelle che lo sovrastano. E quelle parole equivalgono a un ringraziamento e sono eco di tante creature che si riconoscono tali, perché simili ed uscite dalle mani di un meraviglioso Creatore e Padre.
La vacanza, con i suoi tour, le escursioni, i campeggi, i grest, i centri di villeggiatura, i campi scuola … è davvero un tempo di grazia, propizio e privilegiato per leggere e ascoltare e cogliere le infinite bellezze del Dio amante della vita, riflesse nelle opere che le sue mani hanno impastato. Chi si incontrerà con questo, spontaneamente farà silenzio! E la sua vacanza traboccherà di umanità.

Buone vacanze!
  

 
 




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