Parrocchia di S.M.Maggiore
feriale 8.30 19.00
festive 7- 8.30-10-11.15 18.00
festiva 12.30 (in Inglese)
prefestiva 18.00

Parrocchia di Cristo Risorto
feriali 8.30
giovedì 19.00
prefestiva 18.00
festivo 8.30-10.00-11.15 18.00

Santuario Perpetuo Soccorso
feriale 6.30 - 7.30 - 9.00 19.00
prefestiva 19.00
festive 6.30-8.30-10.00-11.30 19.00

Parr. di S.G.Battista
feriale 8.00
prefestiva 19.00
festive 8.00-10.30

Chiesa di San Rocco

Chiesa di S.Valentino

Chiesa di San Salvar

Centro Anziani IPAB
sabato 16.30

Cappella Ospedale
Domenica e festività 9.30

Visita alla Sacra Sindone




  Tre minuti a tu per tu con il mistero.
 
 
 

Con il termine mistero si intende solitamente qualcosa di nascosto, di misterioso.
Per noi cristiani il termine ha però un altro significato: quando partecipiamo al Sacrificio Eucaristico, annunciamo un “Mistero della fede”, che non è più nascosto, ma è svelato nel Cristo morto e risorto, e diventa un segno della fede.
Aveva ragione il relatore che ci ha presentato il lenzuolo sindonico in parrocchia (ndr venerdì 7 maggio), se ci fossimo fermati alle immagini non serviva andare a Torino, bastava ascoltare la relazione e guardare le gigantografie esposte.


 
 
 
 
 
 

 

Non serviva sobbarcarsi tre/quattro ore di andata ed altrettante per il ritorno ed aggiungere poi due/tre ore di coda per vedere quanto si era già dettagliatamente visto. Eppure qualcosa ci deve essere se ogni giorno circa cinquantamila persone si recano a vedere la figura di un uomo impressa in un lenzuolo funebre.

 
 
           
 

Erano tanti i pensieri che attraversavano la mia mente mentre ero in coda all’interno della chiesa e nella penombra rivedevo quei segni di passione che sembravano uscire dalla teca.
Ed ecco il mio turno di essere li davanti, fermo per tre minuti, alzo gli occhi e sono solo; la chiesa è piena di gente che entra e che esce, ma mi sento solo davanti al mistero.
Le frustate sul dorso, sulle gambe, date da persona che sapeva fare bene il suo mestiere, fiaccare senza uccidere. Frustate con un oggetto particolare con punte chiodate binate, una calotta di spine, le ferite di forature nei polsi , nelle caviglie, il sangue e siero sgorgato da un foro nel costato. I segni di un legno portato su entrambe le spalle che ha procurato abrasioni e lacerazioni.
Guardo e penso che non è il lenzuolo oggetto della mia fede, ma ciò che questo mi può raccontare in aggiunta a quanto già descritto nei vangeli.
E’ come se ci fosse una conferma visiva del racconto della passione. L’Uomo della Sindone corrisponde al 99% al Cristo dei vangeli, umanamente basta molto meno per dire che è Lui, ma la provvidenza (lasciatemela chiamare così) ha fatto mancare quell’ 1% che avrebbe fatto di quel telo un oggetto di venerazione e di culto.
Mi riferisco alla prova del carbonio 14 che ha impedito di avere il 100% di corrispondenze; avremmo avuto una super reliquia spostando la fede verso un oggetto, quasi un feticcio.
E’ come se chiedendo a qualcuno di indicarci la strada ed avendo trovato chi ci potesse indirizzare, ci fermassimo a guardare il dito e non la direzione da prendere.
La Sindone è un segno che ci aiuta a riflettere su un uomo morto che per noi cristiani ha molte analogie con il Cristo Risorto.
GU