E' disponibile il verbale dell'Assemblea annuale: leggilo
Le cariche sociali
Presidente: don Giorgio Costa
Vice-presidente: Isacco Bertoncelli
Segretario: Corrado Bernuzzi
Tesoriere: Valter Zanardi e Bartolo Dal Fior
Gli appuntamenti della settimana: appuntamenti del Circolo sono il Consiglio Direttivo con cadenza mensile e le riunioni dei volontari decise di volta in volta, oltre all’assemblea annuale dei soci in gennaio.
SERATA DI FORMAZIONE (30.11.2009)
Il Circolo NOI Piergiorgio Frassati ha intrattenuto volontari e collaboratori sul loro ruolo educativo nei confronti di giovani, adolescenti e ragazzi:
l’incontro del 30 novembre scorso, aperto comunque a tutti (genitori compresi), si incentrava sul “come intervenire, quale formula vincente per ottenere ottimi risultati”.
E’ stata una serata partecipata, non c’è che dire! La prolusione del dottor Marco Cunico, psicologo esperto del mondo giovanile e adolescenziale, ha sortito l’effetto di stimolare l’interesse (già alto) dei presenti.
Lo psicologo non ha nascosto le difficoltà del compito di relazionarsi con i ragazzi di quelle fasce d’età; è perfettamente naturale l’atteggiamento di sfida di adolescenti e giovani verso i genitori e quanti rappresentano l’autorità educativa (insegnanti, volontari del circolo e così via).
Noi adulti commettiamo spesso degli errori, ad esempio idealizzare la nostra adolescenza, usandola come metro di giudizio che possa andar bene per l’oggi; inoltre partiamo volentieri dalle cose negative che vediamo nei ragazzi/giovani per generalizzare (sono tutti così…), ma è la nostra negatività che ci fa vedere il quadro più buio di quanto esso sia realmente.
Ma sono davvero trasgressivi i nostri ragazzi? Cosa è cambiato invece?
La risposta del dottor Cunico è questa: cresciamo in un contesto dove la soglia della vergogna si sposta sempre di più. E cita gli esempi del concorso “Miss Rifatta” (dove le donne partecipanti si vantano di essere ricorse al chirurgo plastico per migliorarsi l’aspetto), e di Vittorio Sgarbi, che è stato un precursore di un linguaggio becero e provocante che ormai ha fatto scuola nella nostra società.
Nei ragazzi il linguaggio sboccato è la norma, serve a riconoscersi tra di loro e a distinguersi; il dire “sei uno sfigato” è una delle loro espressioni simbolo; l’essere negativi vale come dimostrazione di forza.
Se però essi vedono dei modelli diversi, e quindi positivi, tra gli adulti (ma anche tra i loro coetanei), la costanza di questi riferimenti lascia un esempio nella loro vita. Se non si scoraggiano per la fatica, insegnanti e sacerdoti, volontari del circolo e genitori, alla lunga i risultati arrivano senz’altro.
Un tempo, la durata dell’adolescenza si circoscriveva chiaramente con le sue quattro fasi (pre-adolescenza, fase dell’amicizia, fase dell’affettività, fine-adolescenza), ma oggi solo la pre-adolescenza è definibile con certezza; tutto il resto del periodo è piuttosto pasticciato e confuso, oltre che dilatato incredibilmente nel tempo: quando finisce l’adolescenza? Per alcuni sembra non finire mai!
Le relazioni virtuali (sms, internet) sono a volte più facili rispetto alla vera relazione del guardarsi in faccia e parlarsi. Si bruciano le tappe in un periodo abbastanza breve, ragazzi e giovani vivono tutto in tempo reale e risulta loro difficile proiettarsi nel futuro; prendiamo l’esempio di quando si cerca una persona: se una volta si telefonava a casa e l’altro non rispondeva, ritentavamo più tardi; oggi se uno non risponde al messaggio sms nel giro di due minuti è panico! Cosa sarà successo?
Il futuro fa paura, soprattutto ai nostri giovani (anche lo sbocco lavorativo è fonte di ansia).
I ruoli si rovesciano: siccome l’adulto non sa usare internet, è antiquato, e il ragazzo ha l’impressione di valere di più poiché l’adulto (prima fonte del sapere) si rivolge a lui per avere lumi sull’informatica, che è il pane del presente. In conseguenza di ciò l’adulto crea sempre meno soggezione.
Ma vi sono anche dei vantaggi per i nostri ragazzi in questo capovolgimento di ruoli: essi hanno più conoscenze rispetto ai giovani di una volta, ricevono maggiori notizie. Questo serve loro per affrontare anche situazioni scabrose (vedi separazione dei genitori) in maniera più diretta, fanno domande senza evitare l’argomento. Un altro vantaggio è la possibilità di fare esperienze all’estero.
Gli svantaggi si traducono nel non diventare mai (o solo molto tardi) adulti, pur se si diventa precoci parecchio prima. Se due decenni fa l’adolescenza terminava ai 18/20 anni, ora finisce molto più tardi (se finisce…).
Oggi non esistono più tabù, solo uno resiste ed è la morte; il tema della morte non viene mai toccato realmente, solo virtualmente (vedi giochi da playstation con morti a gogò). La morte è eliminata dalla nostra vita, come pure sono molto sgraditi gli ostacoli e le difficoltà, ma così non si cresce.
Si è ridotta la distanza tra genitori e figli, giungendo ad un maggiore dialogo, ma io sono un adulto e tu resti un ragazzo, non dobbiamo diventare amici: manca il futuro se il papà o la mamma vogliono fare gli adolescenti come il loro figlio/figlia.
Il senso di colpa un tempo ci faceva crescere e c’erano più figli che genitori, più giovani che adulti; oggi siamo di fronte a una piramide rovesciata, dal momento che i figli sono pochi (spesso uno per famiglia) e gli adulti molti di più, con genitori, zii e nonni che enfatizzano l’io del ragazzo/ragazza (che bravo, che buono, eccoti un regalo...), ma rendendolo più vulnerabile rispetto alle criticità della vita, come possono essere le difficoltà a scuola. La conseguenza del super io è che si crea poi un senso di vuoto, di incapacità che fa cadere. Inoltre si tende a confondere il piacere con la felicità, ma per fare un esempio i troppi regali ricevuti a S.Lucia, Natale e compleanno portano allo scompenso di aver già ottenuto tutto (e facilmente), tanto che poi nasce l’insoddisfazione.
Le dipendenze ci sono sempre state, al presente ce n’è una in più: la dipendenza da internet, ove la realtà è protetta in quanto manca il confronto (sono io fruitore che decido come deve andare).
Al termine il vice-presidente del Circolo NOI, Isacco Bertoncelli, ha ringraziato i partecipanti sia per la presenza alla serata, sia per le interessanti domande poste al relatore. Il dottor Marco Cunico è stato invitato a ritornare prossimamente per altri momenti formativi.
Loris Banterla